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Giovedì 20 Giugno 2013
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Comune Walser



Zona di Salvaguardia Alpe Devero - Cartina


Istituzione

immagine ingrandita Codelago con la prima neve (Foto di Andrea Rocchietti) (apre in nuova finestra) Istituzione La Zona di Salvaguardia dell'Alpe Devero, istituita con Legge Regionale del 24 aprile 1990 n° 50, è situata a Sud del Parco Naturale Veglia Devero e comprende le piane del Devero e di Crampiolo, in Comune di Baceno, e la Valle Bondolero in Comune di Crodo.
Si estende per una superficie pari a 2.197 Ha ad un altitudine variabile tra i 1380 ed i 2906 m.s.l.m.


Gestione dell'Area Protetta

immagine ingrandita Lago Sangiatto (Foto di Attilio Venturato) (apre in nuova finestra) La Zona di Salvaguardia dell'Alpe Devero è, a tutti gli effetti, un'area protetta della Regione Piemonte ma, a differenza della quasi totalità delle altre aree protette regionali, è gestita da una Amministrazione Comunale o meglio da due considerato che il Comune di Crodo gestisce una porzione di territorio verso il Veglia, la Valle Bondolero, in verità non antropizzato e quindi con problematiche diverse.
La parte più importante per quanto riguarda il tema "le attività dell'uomo in un'area protetta" è senza dubbio rappresentata dalle frazioni di Devero e di Crampiolo, con i loro svariati nuclei rurali sparsi, gestite ovviamente dal Comune di Baceno.
Sono porzioni di territorio comunale abitate tutto l'anno in quanto raggiunte, oramai da quasi un decennio, dalla strada comunale Goglio-Devero che consente di arrivare motorizzati fino alle porte dell'area protetta pur rappresentando un onere importante per le casse comunali in particolare per la gestione invernale.


La Viabilità Interna

immagine ingrandita Vista della Rossa Fizzi e Crampiolo (Foto di Stefania Locatelli) (apre in nuova finestra) All'interno dell'area protetta vige invece un regolamento comunale, sin dal 1991, il quale consente il transito all'interno della conca attraverso un sistema di chiusura elettronico, unicamente ai soli mezzi autorizzati, ovvero a trattori, a mezzi utilizzati per lavori di ristrutturazione dei fabbricati ed a mezzi di proprietà dei gestori di attività turistiche.
La manutenzione della viabilità rurale interna è affidata ai Consorzi di Devero e di Crampiolo.
E' consentito l'ingresso nel Parco a Piedi, in Bicicletta, a Cavallo e nei periodi invernali con Sci e Racchette da neve.


Le Attività Turistiche e la Ricettività

immagine ingrandita Località Crampiolo (1767 mt) (apre in nuova finestra) Le attività turistiche sono rappresentate da piccole strutture aventi in prevalenza caratteristiche di locanda con affittacamere. Ve ne sono cinque a Devero e due a Crampiolo più un agriturismo a Crampiolo. E' inoltre presente una area attrezzata a campeggio in località Pedemonte.
Nel periodo invernale la conca dell'Alpe Devero si trasforma in una stazione sciistica che offre agli sciatori piacevoli attività di svago. I tre skilift raggiungono la cima del Monte Cazzola da cui si snodano le piste da discesa di media difficoltà e una interessante zona di fuori pista praticabile in tutta sicurezza. Le piste di sci di fondo sono costituite principalmente di tre anelli, adatte anche ai fondisti principanti.
La pratica dello sci d'alpinismo offre qui possibilità di escursioni di altissimo livello.
La Conformità del territorio e le panoramiche spettacolari si prestano anche ad escursioni con Racchette da Neve.
Durante il Periodo Estivo è possibile svolgere passeggiate ed escursioni per tutti i livelli. La pratica del trekking è assistita da un ottima segnaletica dei sentieri.


L'Attività Agricola

immagine ingrandita Forme di Bettelmatt (apre in nuova finestra) L'attività agricola nella zona di Salvaguardia gode di ottima salute. Nell'area sono presenti quattro aziende che, durante la stagione estiva, hanno la loro base di partenza per gli alpeggi ubicati nell'area parco (Buscagna e Forno) e nella Zona di Salvaguardia medesima (Sangiatto), tra gli abitati di Devero e di Crampiolo.
In questi Alpeggi produce dell'ottimo grasso d'alpe (Buscagna) e dell'ottimo Bettelmatt (Forno). "Il formaggio prodotto sui monti di Devero è un tipico formaggio di montagna prodotto con latte bovino, semigrasso o grasso, a pasta dura, semicotto.
Il latte, prodotto da vacche di razza Bruna, conserva i profumi e gli aromi delle erbe pregiate che crescono nei pascoli d'alta montagna. Nei caseifici d'alpe si utilizza il latte, intero o parzialmente scremato, di una o due mungiture." Quella del casaro è un'arte antica, frutto di secoli di esperienza delle popolazioni alpine, che ancora oggi viene acquisita per trasmissione orale e con la pratica diretta nei mesi di alpeggio estivo.
In estate una bovina adulta arriva a produrre circa 18 litri di latte al giorno; da una cagliata di 300 litri si ottengono circa 30 chili di formaggio.


La Fauna

STAMBECCO
(Capra ibex)
La presenza dello stambecco nel Parco è dovuta alla campagna di reintroduzione, avviata alla fine degli anni Settanta e che ha interessato gran parte delle zone alpine in cui la specie era segnalato prima della sua scomparsa causata sopratutto da una caccia troppo intensa. L'attuale distribuzione dello stambecco interessa la fascia altitudinale compresa tra l'orizzonte montano superiore e quello alpino e nivale.


CAMOSCIO
(Rupicapra rupicapra)
Vive, in molteplici esemplari, nelle praterie alpine, prevalentemente oltre il limite del bosco.
E' avvistabile soprattutto nelle ore che seguono l'alba, o quelle che precedono il tramonto, momenti del giorno in cui è più attivo.

AQUILA REALE
(Aquila chrysaetos)
Vive in zone montuose, con pascoli e lembi di bosco. Preferisci nidificare su pareti rocciose sottostanti a prati sommitali che costituiscono il suo territorio di caccia. Abitualmente ispeziona queste zone con un volo alto che diventa radente al momento dell'attacco.

CAPRIOLO
(Capreolus capreolus)
Il più piccolo degli ungulati alpini vive solitamente nelle quote più alte dei boschi alpini. E' piuttosto elusivo e quindi difficile da osservare. Abita la zona centrale del Parco e rappresenta la principale fonte di nutrimento per la lince.

MARMOTTA
(Marmota Marmota)
Il simpatico roditore abita di norma le praterie alpine aperte, su versanti rupidi e spogli, intervallati da massi e alberi radi, tra i 2000 e i 3000 metri di quota.
Qui vive in colonie che occupano tane profonde scavate nel terreno e costituite da una camera centrale e da più uscite.

COTURNICE
(Alectoris graeca)
E' un fasianide che di giorno si nasconde negli anfratti delle rupi alpine tra i 1700 e i 2700 metri di quota. E' lunga 35 centimetri, ha un piumaggio grigio-bruno superiormente, giallo-fulvo sull'addome, grigio cenere sulla fronte; della coda è visibile il colore rossastro solo durante il volo. Caratteristico è il collare nero ben marcato.

GALLO FORCELLO
(Tetrao tetrix)
Chiamato anceh fagiano do monte, è un inconfondibile tetraonide, dalla caratteristica coda forcuta a forma di lira nel maschio che possiede anceh un piumaggio nero bluastro mentre la femmina ha una colorazione bruna con barre nere. Vive nelle zone al limite del bosco, caratterizzate da una rada vegetazione.

PICCHIO NERO
(Dryocopus martius)
E' il più grosso dei picchi (46 centimetri). Tutto nero con una placca rossa sulla testa, ha un volo pesante e non ondeggiante come gli altri picchi. Vive nei boschi alpini al limite della vegetazione arborea. Si nutre di formiche e di altri insetti che trova nella corteccia e nel legno degli altri alberi più vecchi o caduti.

LINCE
(Felis lynx)
Predatore elusivo, vive nelle zone più selvagge del Parco. Si ciba di caprioli, lepri, e altri mammiferi. Non è facilmente osservabile anche per il numero ridottissimo di individui che frequentano l'area e che probabilmente sono qui giunti dall'Oltralpe.


La Flora

ABETE ROSSO
(Picea excelsa)
Il colore del tronco è rosso-bruno e la chioma, di forma piramidale, ha una tipica tonalità scusa che contribuisce alla scarsa luminosità delle peccete.
Raggiunge i 50-60 metri di altezza e rappresenta una delle specie dominanti del Parco.


FAGGIO
(Fagus sylvatica)
Predilige i terreni leggeri ben drenati e possibilmente calcarei,a un'altitudine tra i 600 e i 1200 metri, con un clima moderatamente umido.

BETULLA
(Betulla alba)
La si incontra nel Parco tra i prati e nelle radure, fino a circa 1200 metri, insieme a pini, faggi, ontani e castagni. Pianta alta anceh più di 25 metri, è molto elegante con i numerosi rami bianchi e leggeri.

ABETE BIANCO
(Abies alba)
Si distingue dall'abete rosso per la corteccia più liscia e meno scura. La differenza principale è nelle pigne, erette e di lunghezza maggiore, con squame che a maturazione si staccano facilmente.

RODODENDRO
(Rhododendron ferrugineum)
E' un arbusto che vive di preferenza su terreni acidi, le foglie sempreverdi sono lucide e coriacee, color ruggine, e i fiori, da giugno ad agosto, sono di uno splendido colore rosso, più raramente bianchi. Il rododendro ricopre il sottobosco del lariceto del Parco.

CAMPANULA INCISA
(Campanula excisa)
E' una specie che si rinviene sui detriti silicei e privi di calcare. E' di colore violaceo e di forma particolarmente elegante, con stelo lungo.

GENZIANA PURPUREA
(Gentiana purpurea)
Fiorisce tra luglio e agosto, tra i 1200 e i 2400 metri, lungo tutta la catena alpina. Può raggiungere i 60-70 centimetri di altezza, ha foglie basali di forma ellittica piuttosto allungata e fiori rosso porpora con una sfumatura gialla alla base della corolla.

MIRTILLO NERO
(Vaccinium myrtillus)
Piantacella dai sapori frutti blu, cresce nei boschi e sui pascoli, sino a 2000 metri di quota. Le sue bacche posseggono diverse proprietà terapeutiche.

MIRTILLO ROSSO
(Vaccinium vitis idea)
E' un piccolo frutto del sottobosco, somigliante a un rubino, molto diffuso nei Paesi nordici, meno in Italia, rispetto al mirtillo nero. Nel Parco è faciel trovarne molti esemplari.


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